Mercedes-Benz Svizzera è partner principale dello Zurich Film Festival.

Nell’interessante intervista con la rivista Frame, scopri in esclusiva quello che Marc Langenbrinck, CEO di Mercedes-Benz Svizzera SA, racconta sulla collaborazione con lo Zurich Film Festival e sulla prima Mercedes-Benz completamente elettrica.

 

La presenza di Mercedes-Benz nel cinema si fa sentire. Ora il marchio automobilistico premium inizia una partnership con lo Zurich Film Festival. Il CEO per la Svizzera Marc Langenbrinck afferma che la stella del marchio è perfetta per le star di Hollywood e che grazie alla flotta elettrica Mercedes-Benz porterà attori e registi sul tappeto verde con zero emissioni.
 

Signor Langenbrinck, perché Mercedes-Benz Svizzera si impegna come partner principale allo Zurich Film Festival?
 

Lo ZFF si è affermato quale manifestazione rinomata, la cui reputazione va ben oltre i confini nazionali. Poiché anche Mercedes-Benz gode di fama internazionale e si è incontestabilmente posizionata come marchio di qualità, siamo il partner ideale per lo ZFF. Già la nostra stella è il simbolo perfetto per le star hollywoodiane, europee e svizzere.
 

Come procede quando passa al vaglio eventuali collaborazioni?
 

Cerchiamo un prodotto adatto al nostro marchio in fatto di valore, di gruppo target e di messaggio trasmesso. Può trattarsi di un film o anche di un festival come lo ZFF, di cui siamo sicuri al 100 % che sia adatto a noi.
 

Chi sente la parola «Cannes», pensa subito a Chopard o a Renault. Spero che riusciremo a fare lo stesso con lo ZFF e Mercedes-Benz.
 

Sarebbe bello. In ogni caso sarà impossibile non vederci. Per la prima volta nella storia del festival, con la nostra EQC mettiamo a disposizione una flotta completamente elettrica. Effettivamente dovrebbe esserci un Oscar per il sound management, in quanto i veicoli arriveranno davanti al tappeto verde silenziosamente, portando le star al cinema in tutta comodità.
 

E quali sono gli altri vantaggi di questa flotta?
 

Sono veicoli a zero emissioni locali. È il nostro primo passo di serie verso l’ambizioso obiettivo che intendiamo raggiungere nel 2039: una flotta di nuovi veicoli a mobilità a zero emissioni. Si tratta di un veicolo Mercedes-Benz a pieno titolo in fatto di sicurezza, qualità e dimensioni. È alimentato esclusivamente a batteria e ha un’autonomia di circa 400 chilometri. L’ho ordinato per me come prossima auto di servizio: quando si è a bordo, l’esperienza di guida è sensazionale.
 

Perché?
 

Questi veicoli hanno un’accelerazione fantastica, perché con il motore elettrico dispongono direttamente di una coppia massima di 760 newtonmetri. Non si viaggia soltanto in modo ecologico, ma anche molto rispettoso dell’ambiente, in quanto non si hanno vibrazioni in auto. Si procede scivolando: come barche a vela sul Lago di Zurigo, ma più velocemente.
 

Ma come si fa a raggiungere la Toscana dalla Svizzera con un’auto simile? In Italia ci sono abbastanza stazioni di ricarica?
 

Non abbiamo ancora terminato di sviluppare la rete. Ci vorrà ancora qualche anno per avere i punti di snodo giusti, soprattutto al di fuori delle aree metropolitane. Insieme ad altri produttori abbiamo creato Ionity, una joint venture che gestisce una vasta rete in tutta Europa. Già oggi sono operativi oltre 100 parchi ricarica, di cui sette in Svizzera. Entro il 2020 sono previsti 400 parchi ricarica Ionity in tutta Europa.
 

Quanto tempo ci vorrebbe per ricaricare la mia Mercedes-Benz in un autogrill in Italia?
 

Se da noi si raggiungono i 110 kilowatt, la ricarica dura circa mezz’ora per 300 chilometri. Quando mia moglie e io andiamo in Italia, usciamo sempre alla prima area di servizio e ci prendiamo un panino e un espresso. Successivamente la batteria è a un livello tale da poter arrivare senza problemi fino in spiaggia a Rimini.
 

Come reagiscono gli svizzeri alle auto elettriche? È semplice rendere loro appetibile la nuova tecnologia?
 

Notiamo che sono pieni di curiosità, ma esitanti. Tuttavia l’interesse per la EQC, che arriverà negli showroom in settembre e in ottobre, è enorme. Abbiamo già organizzato eventi per i concessionari a cui hanno partecipato fino a 400 persone, che hanno tutte manifestato interesse ad acquistarla. Ora bisogna trasformare questo interesse in acquisti.
 

Ma perché molte persone esitano a passare alla mobilità elettrica?
 

Oltre alla questione dell’autonomia e della rete di stazioni di ricarica, molti si preoccupano della provenienza dell’energia elettrica. Non vi è ancora trasparenza in merito all’impatto ecologico dell’energia di ricarica o se piuttosto sia stata generata in Germania da lignite. Sono problemi che noi, le autorità e i produttori di energia elettrica dobbiamo risolvere, affinché i clienti possano guidare un’auto ecologica al 100 %. Per cui in Svizzera, dove oltre due terzi dell’elettricità sono ottenuti da energia idrica, ci troviamo in una situazione favorevole in fatto di elettricità ecologica. La questione dell’origine dell’energia elettrica si fa più presente nei viaggi all’estero.
 

La cosa migliore sarebbe però avere una stazione di ricarica nel proprio garage.
 

Sì, questo è il requisito di base per la mobilità elettrica. Per ogni veicolo acquistato, nel pacchetto sono inclusi un box di ricarica intelligente e un’offerta individuale del montatore elettrico. Solo in rari casi si rendono necessarie misure edilizie, generalmente il box può essere semplicemente collegato. Quindi si possono effettuare praticamente tutte le ricariche nel proprio garage. In questo caso è possibile beneficiare delle tariffe notturne, che sono più convenienti. Il box di ricarica calcola automaticamente quando l’energia elettrica è meno costosa e la ricarica viene effettuata di conseguenza.
 

Che cosa cambia nella guida rispetto a un’auto a benzina?
 

Bisogna adattare lo stile di guida. Di recente sono stato a trovare mia madre a Friburgo in Brisgovia con l’EQC. Sono circa 400 chilometri tra andata e ritorno. Ho inserito questo valore e pertanto, poco dopo avere iniziato il viaggio di ritorno, il sistema elettronico mi ha indirizzato a una stazione di ricarica a Basilea. E poi l’app ha calcolato una ricarica di 12 minuti per arrivare in sicurezza a Zurigo con il 25 % di batteria. Per cui, secondariamente, il rifornimento a un normale distributore di benzina è più breve.
 

Prima Mercedes-Benz era l’auto delle classi alte, ma ora il lusso ha subito una proletarizzazione e anche l’operaio viaggia con il vostro marchio. Dovete rivolgervi a due fasce di pubblico?
 

Per me tutti i clienti sono uguali e per me sono importanti tutti coloro che sono in grado di riconoscere la qualità del marchio e sono disposti a pagare il giusto prezzo per il segmento premium. Comunque abbiamo alle nostre spalle un altro sviluppo nel marchio.
 

Quale?
 

15–20 anni fa avevamo un’immagine un po’ sorpassata, distante ed elitaria, che ora si è democratizzata. Nel frattempo Mercedes-Benz propone anche auto compatte che 20 anni fa non esistevano neppure. Oggi costituiscono il segmento in cui registriamo la crescita più rapida.
 

Come ci riesce?
 

Non rivolgendomi come in passato soltanto ai padri, bensì ai padri, alle madri, ai figli e alle figlie. Prima sentivo sempre dire: «Il mio papà ha guidato Mercedes-Benz per dieci anni, ma io non ne voglio sapere.» Oggi padre e figlio litigano per le chiavi dell’auto.
 

In quale posizione si colloca Mercedes-Benz in Svizzera nelle vendite?
 

Al secondo posto, dietro a Volkswagen. Abbiamo una quota di mercato pari all’8,5 % – e questo come marchio premium. Ciò ha anche a che vedere con un notevole svecchiamento del design del vasto portafoglio di prodotti. Tra l’altro, nell’arco di dieci anni, grazie alla Classe A abbiamo ringiovanito la nostra clientela di dieci anni.
 

Anche lei è un appassionato di cinema?
 

Sì. Mia moglie ed io andiamo al cinema con i nostri tre figli una-due volte al mese. E almeno una volta ogni fine settimana ci guardiamo un film a casa in mansarda mangiando qualcosa. Di recente abbiamo visto «Non sposate le mie figlie! 2», che però non era all’altezza del primo episodio. Da quando sono nati i miei figli mi occupo molto di più di attualità cinematografica, perché a loro non piacciono i classici in bianco e nero.
 

Qual è stato l’ultimo grande film che ha visto?
 

«Green Book», il premio Oscar: sensazionale! L’ho visto in prima europea in occasione dell’apertura dell’ultimo ZFF e ho subito detto a mia moglie: «Dobbiamo rivederlo al cinema.» Da allora lo abbiamo già visto sei volte e ne abbiamo discusso con i nostri figli. È questo il bello del cinema: puoi lasciarti rapire per due ore da una storia e dopo hai qualcosa da rielaborare. Per me una visita al cinema non è conclusa senza la successiva discussione.
 

Qual è il suo film preferito?
 

Se dovessi portare con me un film su un’isola deserta, sarebbe «Cinema Paradiso». La colonna sonora di Ennio Morricone, la storia e la poesia del film... fantastico. I grandi film della mia gioventù sono «Il padrino», «Taxi Driver» e «Gli intoccabili», tutti con Robert De Niro. Sono un grande fan di De Niro: la sua preparazione coerente in tutti ruoli è davvero straordinaria.