La Mercedes-AMG G 63 nella Val S-charl

G come genio artigianale: quando la qualità non è fatta in serie

A Guarda, nella Bassa Engadina, la ditta Lampert produce coltelli, padelle, asce e posate. Un’attività artigianale intramontabile, proprio come l’icona dei fuoristrada di Mercedes-AMG: la G 63.


5 agosto 2025

 

Cos’è che distingue un pezzo unico con carattere e personalità da un prodotto di massa intercambiabile? Il fattore decisivo è un accurato lavoro artigianale fatto con passione e dedizione. È così che la passione di una persona scorre letteralmente in un prodotto dandogli vita. Forse non è possibile dimostrarlo in modo oggettivo, ma lo si percepisce. Ad esempio, e molto chiaramente, nella Mercedes-AMG G 63. In questo fuoristrada si cela infatti un grande lavoro manuale. Il montaggio della carrozzeria e del telaio viene eseguito nello stabilimento di Graz (Austria) quasi esclusivamente a mano. Il motore V8 biturbo da 4,0 litri viene assemblato a mano da una sola persona presso lo stabilimento AMG di Affalterbach. «One man one engine», così recita da sempre il motto qui.

G come gradualità: quando i coltelli e i motori vengono realizzati a mano

Thomas Lampert segue un principio simile nella sua fucina a Guarda nella Bassa Engadina. La produzione industriale di massa è un concetto sconosciuto in questa officina. Oltre a lavori di carpenteria e costruzione metallica, qui vengono realizzati a mano coltelli, asce, padelle e posate. La manifattura è conosciuta soprattutto per i suoi diversi coltelli da cucina, che vengono utilizzati anche dai più noti ristoratori svizzeri. I veri classici sono il coltello da chef e il coltello da salsiz.

 

La produzione inizia con un piccolo cilindro in acciaio per utensili. Che da lì possano venir fuori dei coltelli, non è un concetto evidente per i profani. Ma a ogni fase di lavoro il risultato è sempre più riconoscibile. Philipp Stecher è un metalcostruttore specializzato come fabbro-ferraio. Il suo mestiere: trasformare l’acciaio in opere d’arte e utensili.

 

Ma per farlo, l’acciaio deve prima diventare malleabile. Il cilindro viene quindi inizialmente riscaldato sul carbone ardente del forno della fucina fino a diventare incandescente. L’obiettivo è raggiungere una temperatura interna di circa 1000 gradi Celsius prima di utilizzare il martello. «L’acciaio non deve diventare troppo caldo, altrimenti il carbonio si volatilizza e il coltello diventa meno duro», spiega Stecher.

 

Il martello meccanico colpisce ora con diverse centinaia di chilogrammi in modo costante il cilindro d’acciaio incandescente, ripetutamente. Una forza sovrana che ricorda il motore AMG V8 della G 63. Anche qui sembra che ogni singola corsa del cilindro sia udibile e percepibile dall’impianto di scarico laterale. Accompagnata da una spinta potente e instancabile.

 

Mentre la biella e il cilindro nel motore sono progettati per resistere in modo inamovibile alla forza, il metallo incandescente sotto il martello del fabbro ha un destino diverso. Guidato da una mano precisa e da una lunga tenaglia, prende una nuova forma, colpo dopo colpo. Fino a quando gradualmente diventa visibile un manico e si forma una lama. O, più precisamente, due. Perché i coltelli sono realizzati a due a due. L’elemento ricavato dal cilindro assomiglia al simbolo delle picche del mazzo di carte classico e verrà successivamente diviso in due.

G come grandioso: quando la mera forza incontra la precisione artigianale

Il coltello viene ripetutamente riscaldato nel fuoco e successivamente lavorato con il martello. Inizialmente con il martello meccanico, successivamente a mano. Le dime aiutano Philipp Stecher a trovare la forma giusta. Alla fine, però, è fondamentale il suo senso delle proporzioni. Ogni coltello diventa così un pezzo unico.

 

Con un bagno d’acqua fredda e una prima affilatura della lama, termina il faticoso lavoro al fuoco. «Non so quanta acqua io beva in un giorno quando sono in fucina. Sicuramente non meno di tre litri», afferma Stecher. Dopo il lavoro sul metallo, si passa alla rifinitura del coltello, proprio come avviene anche da Mercedes-Benz, soprattutto quando la Classe G riceve un trattamento speciale attraverso il programma «MANUFAKTUR». Allora, da migliaia di pezzi, nasce un’opera d’arte unica. Con rivestimenti in pelle personalizzati, listelli decorativi e inserti in legno. Le possibilità sono praticamente illimitate. Ne è un esempio il pianale di carico del bagagliaio in legno di ciliegio, che conferisce agli interni un tocco particolarmente raffinato.

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