Marco Campanella è già detentore di due stelle Michelin e 18 punti GaultMillau. L’italo-tedesco è stato premiato per l’esperienza che lui e il suo team offrono agli ospiti del ristorante «La Brezza» presso l’Hotel Eden Roc di Ascona e il Grand Hotel Tschuggen di Arosa. Abbiamo incontrato l’ambasciatore del marchio Mercedes-Benz per una chiacchierata.
07 febbraio 2024
I suoi genitori gestivano un ristorante italiano sul Lago di Costanza. La sua carriera in cucina era quindi già tracciata?
Sì e no. Fino ai 15 anni, il calcio era la mia vita, ma a causa di problemi al ginocchio non ho potuto fare di questa passione la mia professione. Da ragazzo, dopo scuola andavo sempre al ristorante dei miei genitori e aiutavo a pulire l’insalata, lavare i piatti o servire in sala. Inoltre, sono stato un appassionato mangiatore di panna montata fin da quando ero piccolo.
Cosa caratterizza la sua cucina? Che cosa ritiene importante?
Le radici italiane della mia cucina sono evidenti. Tuttavia, ho un approccio cosmopolita e mi ispiro molto ai viaggi che faccio in giro per il mondo: tra i più recenti, il Giappone. Quello che mi interessa non sono tanto i prodotti asiatici, giapponesi o africani, ma piuttosto le tecniche di tutte queste cucine, cioè il modo in cui i prodotti vengono preparati. È importante mantenere puro il prodotto di base e valorizzarne al meglio il sapore. La linearità è certamente un altro marchio di fabbrica: tutto deve essere perfetto, ogni singolo punto di una salsa, ogni singola erbetta. E dai piatti deve emergere leggerezza, proprio secondo la filosofia del La Brezza.
Lei cucina ad Ascona, tra l’altro. Qual è il suo rapporto con il Ticino? Nei suoi piatti si trovano i sapori tipici della regione svizzera più soleggiata?
Assolutamente. Siamo un ristorante di cucina stagionale, quindi utilizziamo soprattutto erbe e verdure di questo cantone baciato dal sole e pesce di lago. Anche i nostri prodotti caseari provengono dalla regione, così come la carne.