Obiettivi ambiziosi
La Factory 56 è in linea con l’ambizione di eliminare le emissioni a livello di bilancio entro il . Questo è possibile grazie al ricorso agli impianti fotovoltaici per l’alimentazione dell’edificio con energia pulita auto-prodotta, all’acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili e a un sistema di gestione dell’acqua piovana naturale attraverso il tetto ecologico, a una rete a corrente continua e a dei sistemi di accumulo dell’energia basati sulle batterie dei veicoli riutilizzate.
«Vogliamo che tutti i nostri veicoli nuovi presentino un bilancio privo di emissioni entro il . Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo bisogno di una produzione efficiente dal punto di vista energetico e rispettosa delle risorse», spiega Robin Sievers, responsabile dell’approvvigionamento energetico di tutti gli stabilimenti produttivi della casa automobilistica. «Mercedes-Benz esiste da oltre 130 anni e in tutto questo tempo abbiamo sempre puntato sulle innovazioni e sulle prestazioni di eccellenza.» E questo vale naturalmente anche per la sostenibilità nella produzione dei veicoli.
In una prima fase, si cercherà di evitare le emissioni di CO2, spiega l’esperto. Lo si potrà fare con l’aumento dell’efficienza nella produzione, con il passaggio al 100 % di energia elettrica verde, con il potenziamento degli impianti fotovoltaici e con l’ottimizzazione della fornitura di calore. In una seconda fase, le emissioni di CO2 verranno compensate con dei progetti. Sievers: «Dall’inizio del 2022 compensiamo presso gli stabilimenti produttivi tutte le emissioni di CO2 che finora non possono essere evitate per mezzo di carbon offset in progetti qualificati per la protezione del clima.»
Tutto il verde possibile
Qui a Sindelfingen l’energia elettrica verde è davvero verde: il gigantesco impianto fotovoltaico sul tetto genera il 30 % della corrente necessaria. Una parte della corrente confluisce in una rete a corrente continua innovativa, che ottimizza l’efficienza energetica del capannone durante l’attività. In questo modo vengono azionati, ad esempio, i dispositivi di aerazione. Alla rete è collegato anche un accumulatore di energia basato sulle batterie dei veicoli riutilizzate. Con una capacità di 1400 kWh funge da accumulatore temporaneo per l’energia solare generata sul tetto.
Il resto dell’energia elettrica priva di CO2 prodotta dall’energia solare, eolica e idrica viene generato in diverse centrali elettriche, soprattutto in Germania. Di queste fanno parte una porzione di un parco solare grande come 60 campi da calcio e numerosi parchi eolici, con un totale di oltre 160 turbine eoliche. Il mix viene integrato dall’energia elettrica prodotta da centrali idroelettriche flessibili.
È solo l’inizio
Può sorprendere che la Factory 56 sia un modello globale? In effetti, i progressi della fabbrica hanno fatto sì che la Factory diventasse un esempio di metodi di produzione rispettosi dell’ambiente e di concetti che saranno progressivamente estesi a tutte le fabbriche Mercedes-Benz nel mondo. Il gruppo ha infatti l’obiettivo di aumentare la produzione locale di energia elettrica da fonti rinnovabili presso tutte le sedi.
Punta ad aumentare al 70 % la quota di energie rinnovabili nel fabbisogno energetico complessivo dei propri stabilimenti produttivi, non da ultimo potenziando la capacità di generazione locale. Mercedes-Benz punta, non da ultimo, su ulteriori impianti fotovoltaici nelle proprie sedi: fino a 140 megawatt di picco (MWp) dovrebbero essere installati entro il 2025. Questi sono pari a un milione di metri quadrati di nuovi pannelli solari. Nel complesso, l’impresa intende produrre autonomamente o fare produrre ai propri partner circa la metà dell’elettricità di cui ha bisogno in Germania con impianti per energia verde.
Attenzione anche alle persone
La sostenibilità non riguarda tuttavia solo le emissioni. Riguarda anche le persone e un mondo del lavoro moderno che tenga maggiormente conto delle esigenze individuali. Al centro dell’investimento nella Factory 56 si trovano quindi anche i lavoratori. Per questi ultimi, la sostenibilità è sinonimo, tra le altre cose, di flessibilità e di soddisfazione sul lavoro. Così, ad esempio, i sistemi di trasporto o le piattaforme mobili portano i veicoli nelle posizioni più comode ergonomicamente per i lavoratori. L’architettura Blue Sky del capannone lascia passare moltissima luce e contribuisce a creare un clima lavorativo piacevole grazie alla luce naturale del giorno. E circa il 40 % della superficie del tetto è ampiamente coperto di vegetazione. In questo modo, oltre a compensare la superficie del pavimento sigillata e a trattenere l’acqua piovana, è possibile ottenere anche un miglioramento del clima interno nel capannone.